​ L’Evoluzione della Fotografia

 

Non volevo iniziare questo blog proprio con questo post, ma ritengo che non c’è niente di meglio che iniziare un lungo viaggio con una bella storia..

Quindi mettetevi comodi davanti ai vostri schermi, preparate i popcorn e buona lettura.

Iniziamo dalle “Radici”

La parola fotografia deriva dal greco luce (φῶς | phôs) e grafia (γραφή | graphè), disegnare/ scrivere con la luce. Voglio partire proprio dai greci perché già da questo popolo si ipotizzano i primi studi su questa arte tramite la camera oscura, studi che vengono ripresi nel Rinascimento da artisti come Piero della Francesca e Leonardo da Vinci, mentre Giovanni Battista della Porta in un suo trattato ne delimita e spiega il funzionamento e la realizzazione della Camera Oscura. Nel corso degli anni vennero apportate molte modifiche, introdussero una lente davanti alla camera oscura, un sistema di specchi per ottenere l’immagine dritta e tentarono, con pessimi risultati, la costruzione di un supporto in grado di impressionare l’immagine catturata.

Il Papà della Fotografia 

Grazie a questa serie di fallimenti e inesattezze nel 1827 Nicèphore Niépce, scienziato e litografo, riuscì con uno strato di soluzione composto da bitume di Giudea in polvere disciolto nell’essenza di lavanda ad ottenere la sua prima immagine disegnata dalla luce. La sua grande determinazione e passione per questo progetto lo portano a conoscere persone che danno un sostanziale contributo al suo lavoro, Daguerre e Lemaitre che in seguito diventeranno suoi collaboratori. Nel 1829 proprio con Daguerre fonda un’associazione per il perfezionamento dei materiali fotosensibili. Dopo la morte di Nicèphore Niépce, Daguerre continua le sue ricerche che lo portano al dagherrotipo.

Fotografia 2.0 

Nell’arco degli anni anche altri scienziati si imbatterono nel perfezionamento della fotografia o per meglio dire della pellicola, tra i tanti nomi i più importanti sono: Hippolyte Bayard, Mungo Ponton e William Fox Talbot. Ma forse proprio a quest’ultimo dobbiamo la più grande scoperta, grazie al sale da cucina e al nitrati di argento ottenne un immagine che non si dissolveva subito. Altra innovazione introdotta da Talbot fu un vero e proprio sviluppo fotografico, in questo modo i tempi per impressionare la lastra che prima arrivavano a diverse ore si ridussero in pochi secondi.

Grazie a queste nuove invenzioni e processi tecnologici per ottenere un buon “negativo” la fotografia prende piede in tutto il mondo. Nacque anche la moda di farsi ritrarre, lusso che prima era solo per i ceti più nobili.. Ma la tecnologia come il tempo non si ferma e nel 1851 grazie a Frederick Scott Archer venne introdotto un nuovo procedimento a base di collodio, che affiancò e infine sostituì tutte le altre tecniche fotografiche.

Non solo B&W 

Nel 1855 a James Clerk Maxwell si deve la prima prova della fotografia a colori, nel suo procedimento l’oggetto colorato veniva ripreso su tre diverse lastre attraverso tre filtri di colore blu, verde e rosso, successivamente venivano ricavate tre differenti diapositive che, proiettate a registro su uno schermo mediante tre proiettori muniti degli stessi filtri usati per la ripresa, riproducevano a colori il soggetto. Un procedimento simile venne realizzato da Louis Ducos du Hauron ,al quale si devono anticipazioni per tutti i procedimenti utilizzati fino a oggi. Mentre i due fotografi Hurter e Drieffield iniziarono lo studio sistematico della sensibilità alla luce delle emulsioni, dando origine alla sensitometria.

Un nuovo modo di fotografare! 

I primi anni del ‘900 vedono un miglioramento delle prestazioni degli obbiettivi, aumentano l’apertura minima del diaframma da f/11 la portarono a f/3,5 con il sistema Perzval, migliorano la distorsione e la vignettatura ai bordi.

Sempre in questi anni si ebbero miglioramenti importanti anche con le fotocamere, dapprima scatole di legno con una lente fissa davanti e una fessura per inserire la lastra arriviamo al sistema reflex che tutt’oggi utilizziamo! Prima tra tutte la Rectaflex, progettata e prodotta dall’italiano Telemaco Corsi.Il 1948 è una data molto importante per la fotografia, infatti venne presentata da Edwin Land la Polaroid, per la precisione il mod. 95, la prima di una lunghissima e fortunata serie. Sempre in quell’anno venne presentata anche la prima Hasselblad, ma anche le altre case produttrici che hanno fatto la storia della fotografia presentarono molti prodotti validi.

Le innovazioni continuano anno dopo anno fino ad arrivare all’età digitale, parte che non ha bisogno di essere raccontata in quanto la stiamo vivendo sempre più..



Conclusioni

Ovviamente c’è molto altro da dire riguardo la fotografia e la mia non vuole essere un compito di storia o un elenco di date e nomi.. ma un piccolo riassunto dove si capisce che per arrivare a questi risultati molti, anzi tantissimi scienziati ma sopratutto appassionati hanno passato buona parte della loro vita a creare e a dare un contributo per migliorare e esaltare sempre più la fotografia e chissà come continuerà questa evoluzione, di sicuro io vi accompagneró e racconteró se ci saranno nuovi ed interessanti evoluzioni quì su Analog Mind!

E voi, cosa ne pensate? 

Credete abbia ancora senso parlare di fotografa analogica? Continuare a investire su questo mercato? Ci sono ancora persone che stanno dando realmente un senso e stanno innovando seriamene la fotografia?

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